Basenji femmina di sette mesi.

Hai in mente di acquistare un cucciolo di basenji e ti stai chiedendo quanto possa costare? Sai perché i cani di razza costano tanto? Ti sei mai chiesto cosa si paga effettivamente quando si acquista un cucciolo – di basenji o di un’altra razza – presso un allevamento? Gli allevamenti sono tutti uguali?

Premesso che non sono un’allevatrice, ma una semplice appassionata, proverò comunque in questo articolo a dare una risposta a queste tue domande.

Quanto costa un cucciolo di basenji

Partiamo dal prezzo del basenji.

Il prezzo di un cucciolo di basenji varia in base a diversi fattori, ma generalmente, se lo acquisti presso un allevamento serio, può andare da 800€ a 2000€.

Sei una di quelle persone che considerano questi prezzi eccessivi? Lasciando da parte discussioni di carattere etico, che tratterò eventualmente in un altro articolo, vorrei innanzitutto farti notare questo: per riuscire pagare ad esempio 1200€ per un basenji, senza incidere troppo sul tuo bilancio economico, ti sarebbe sufficiente mettere da parte 100€ al mese per un anno, oppure 50€ al mese per due anni. Un anno o due di attesa ti potrebbero servire per ponderare bene l’idea di acquistare questa specifica razza, studiarne le caratteristiche, parlare con persone che hanno o hanno avuto uno o più basenji e scegliere l’allevatore giusto. Dopotutto, considera che, nel momento in cui avrai un basenji, 50/100€ al mese sarà il badget medio che dovrai mettere in conto di spendere per lui nell’arco di tutta la sua vita, tra cibo, vaccini, cure veterinarie e mediche extra, accessori – come guinzagli, ciotole, giochi… -, viaggi – treni, aerei… -, eventuali dog sitter, corsi di educazione e altro ancora.

Se un cucciolo presenta difetti evidenti, un allevatore serio non lo venderà a prezzo pieno. Purtroppo molti difetti e malattie si palesano solo con la crescita, quindi non potrai mai avere la certezza che il cucciolo di due o tre mesi che stai per far entrare nella tua vita sia totalmente sano e in standard.

L’unica garanzia che potrà darti un allevatore affidabile è che i genitori siano in standard e sani.

Genitori sani non significa genitori che non si sono mai ammalati, ma vuol dire genitori che, testati per le principali malattie tipiche della razza, sono risultati esenti o, al massimo, portatori.

Attenzione: se uno dei due genitori è portatore di una certa malattia, è importante che l’altro ne risulti esente. In caso contrario, potrebbero nascere soggetti affetti da quella specifica malattia.

Cosa si paga?

Cosa paghi esattamente quando acquisti un basenji? Ovvero, girando la domanda: quali spese affronta un allevatore serio?

Oltre ai già citati test genetici e analisi relativi alle malattie tipiche della razza basenji, un allevatore serio, il cui scopo non è quello di far nascere quanti più cuccioli riesce per venderli, ma quello di salvaguardare e migliorare la razza sotto tutti gli aspetti – salute, carattere, aspetto -, avvicinandosi il più possibile al suo ideale di basenji, deve sostenere molte altre spese e dedicare tempo all’allevamento.

Innanzitutto ci sarà, alla base, il costo dei soggetti che diventeranno fattrici e stalloni. I maschi potrebbero anche non essere presenti nel suo allevamento. Un allevatore potrebbe scegliere di far accoppiare la propria femmina con un maschio che vive a chilometri di distanza. Dunque dovrebbe sostenere i costi della monta, ma anche del viaggio e, eventualmente, del pernottamento.

Perché scegliere un maschio che vive a miglia di distanza, sobbarcandosi spese che andranno a gravare sul costo dei cuccioli, anziché far accoppiare la femmina con un maschio per così dire “a portata di mano”? Semplice! Perché, come ho detto prima, l’allevatore serio punta al miglioramento della razza quindi, dopo aver analizzato caratteristiche e genealogia, se ritiene il maschio x migliore del maschio y o z, farà anche mille chilometri per far accoppiare la femmina scelta con quello specifico stallone.

Un basenji, maschio e femmina, acquistato da cucciolo potrebbe, crescendo, rivelarsi non idoneo all’accoppiamento. In questo caso, un allevatore serio che ama i propri cani terrà comunque quel soggetto presso di sé, mantenendolo senza guadagnarci nulla.

Per quanto riguarda le femmine idonee alla riproduzione, l’allevatore, secondo il codice etico dell’allevatore visibile sul sito dell’ENCI, dovrà aspettare almeno il secondo calore prima di farele accoppiare. Ancora meglio sarebbe aspettare il completo sviluppo fisico e mentale della futura fattrice, non facendola accoppiare prima dei tre anni.

Nota bene: nell’arco della sua vita, una femmina non dovrebbe fare più di cinque cucciolate e dopo i sette anni si dovrebbe ottenere un certificato veterinario di idoneità alla riproduzione.

Un allevatore che ama la razza e i suoi cani, terrà con sé anche i soggetti già “in pensione”, spendendo quindi per loro altri soldi, senza guadagnare nulla.

Una volta raggiunta l’età giusta, effettuati test e controlli, scelto lo stallone, magari fatta anche qualche esposizione per testimoniare la bellezza e l’aderenza allo standard, l’allevatore monitorerà la femmina per identificare il momento giusto affinché l’accoppiamento vada a buon fine. Per fare questo, l’allevatore farà il controllo dell’ovulazione con striscio o progesterone, anche più di una volta.

Dopo l’accoppiamento, l’allevatore farà fare un’ecografia alla femmina per vedere se è rimasta incinta e, successivamente, se l’accoppiamento ha avuto esito positivo, potrà sottoporla a radiografia per vedere quanti sono i cuccioli. In alcuni casi, i cuccioli possono venire abortiti o perfino riassorbiti.

L’alimentazione di una femmina gravida richiede maggiore attenzione. Le verrà dato un mangime idoneo, che continuerà a consumare anche durante l’allattamento, con l’eventuale aggiunta di vitamine e integratori.

Arrivato il momento del parto, se qualcosa va storto o se è necessario un cesareo, l’allevatore dovrà chiedere tempestivamente l’intervento di un veterinario.

Una volta nati, i cuccioli dovranno essere tenuti al caldo – in quanto non ancora in grado di regolare la temperatura del corpo – e monitorati costantemente. La madre farà la maggior parte del lavoro, ma un allevatore responsabile prenderà tutte le misure adeguate per garantire il confort e la salute tanto della madre quanto dei cuccioli, evitando di separarli precocemente. I cuccioli hanno infatti bisogno della madre sia nelle prime settimane di vita, per la mera sopravvivenza – stare al caldo, mangiare, urinare e defecare -, sia nella fase successiva, per apprendere le regole sociali. Per questo motivo, è importante che i cuccioli non vengano dati via prima dei 60 giorni di età, anche se molti veterinari e addestratori consigliano di non separarli dalla madre e dai fratellini prima dei 75/90 giorni.

L’allevatore provvederà allo svezzamento dei cuccioli, alle sverminazioni e alle prime vaccinazioni.

I primi mesi di vita del cucciolo sono molto importanti, tanto per la sua salute quanto per lo sviluppo del suo carattere, e richiedono un notevole impegno anche temporale da parte dell’allevatore responsabile, il quale dovrà fare in modo che il cucciolo cresca socievole ed equilibrato.

L’allevatore provvederà anche all’iscrizione presso l’anagrafe canina, all’inserimento del microchip e alle pratiche per il pedigree.

Un allevatore responsabile, dopo aver venduto uno dei suoi cuccioli, si renderà sempre disponibile per rispondere ai dubbi del nuovo proprietario e, in caso di problemi, aiutarlo o riprendere con sé il cucciolo – o il cane già adulto – per cercargli una nuova sistemazione.

A volte i cuccioli si ammalano e richiedono cure supplementari. È anche possibile che uno o più cuccioli muoiano per i motivi più disparati, o che alcuni soggetti rimangano con l’allevatore anche fino ai cinque o sei mesi, o addirittura per tutta la vita: non è sempre facile trovare famiglie adeguate, soprattutto per cani di razze particolari come il basenji. Un allevatore responsabile preferisce tenere con sé un cane anche per sempre, piuttosto che darlo a persone non adatte a lui.

Tutto questo incide sul prezzo finale del basenji, dal quale naturalmente l’allevatore dovrà trarre anche un profitto. In più, un allevatore che ama davvero la razza e punta al suo miglioramento, deve tenersi sempre aggiornato e studiare la genetica e la storia della razza, oltre a sapere come crescere cuccioli equilibrati e conoscere la genealogia dei vari soggetti.

Attenzione a dove acquisti il tuo basenji

Fin qui ti ho parlato degli allevatori seri, ossia di quelli che fanno sì pagare caro un cuccioli, ma per tutta una serie di motivi che ora conosci anche tu.

Putroppo in giro ci sono anche tanti allevatori non seri – i cosiddetti cagnari -, persone che vogliono speculare sulla pelle degli animali, vedendo nella commercializzazione di cuccioli di animali – non solo cani e certo non solo basenji – un modo per fare soldi facilmente e rapidamente.

I cagnari non si curano della salute dei loro soggetti, tenendoli spesso rinchiusi in spazi angusti e sporchi, privandoli degli indispensabili rapporti sociali e della possibilità di fare movimento, facendoli riprodurre precocemente e di continuo, nonché separando i cuccioli dalla madre il prima possibile per far sì che questa produca subito nuove cucciolate.

I cani – e i basenji! – che provengono da questi allevamenti, spesso – ma non sempre – costano meno rispetto a quelli selezionati, curati e amati da allevatori scrupolosi. Fai quindi attenzione a dove decidi di acquistare il tuo cucciolo di basenji. Non lasciarti attrarre dal prezzo più basso o dal venditore che conosce l’arte della manipolazione. Chiedi, quando possibile, di vedere la madre del cucciolo e cerca di capire dove e come è stato cresciuto nelle prime settimane o mesi di vita. Leggi anche questo articolo dedicato a come scegliere un cucciolo di basenji per capire come scegliere l’allevatore migliore.

Si parla spesso, riguardo a questo fenomeno, del traffico dei “cani dell’Est”. Ricordatevi però che anche nei paesi dell’Est Europa ci sono allevatori seri!

Privati e rescue

Due alternative agli allevamenti sono le cucciolate nate presso dei privati e i cani più o meno adulti in cerca di una nuova sistemazione.

Per quanto riguarda i privati, questi spesso vendono i loro cuccioli di basenji a prezzi molto più bassi rispetto agli allevatori, in quanto li fanno accoppiare per il semplice piacere di vedere i cuccioli del proprio cane e, magari, tenerne uno per sé.

Alcuni sottopongono i loro cani ai test genetici, altri no. Lo stesso vale per le esposizioni: alcuni fanno partecipare il proprio basenji di famiglia, altri no. Quindi le garanzie di avere un basenji per lo meno esente dalle principali malattie tipiche della razza, come la sindrome di Fanconi o la PRA, o in standard potrebbero essere minori.

I privati possono avere meno esperienza rispetto a un allevatore serio nel crescere e accudire i cuccioli, e potrebbero non prestare la dovuta attenzione alla genealogia dei soggetti che fanno accoppiare.

Per i precedenti motivi, ma anche per questioni etiche, le opinioni sul fatto se sia opportuno oppure no acquistare o adottare un cucciolo nato in casa sono estremamente discordanti. Entrambi i miei basenji – l’attuale e il precedente – provengono da cucciolate “casalinghe” e sono provvisti di pedigree; il primo, vissuto quasi quindici anni, non ha avuto problemi di salute fino ai tredici anni, quando ha sviluppato un tumore maligno. L’attuale per il momento è in ottima salute e ha un carattere stupendo. Per questo non ti sto sconsigliando di optare per questa alternativa, ma di valutarne i pro e i contro. La scelta è unicamente tua!

Se invece desideri adottare un basenji in cerca di nuova sistemazione, informati bene sul suo passato conosciuto e sulle eventuali problematiche caratteriali che potresti trovarti a dover gestire, e decidi con attenzione – di testa e non solo di stomaco – se farlo entrare nella tua vita oppure no.

Pensaci bene! Se decidi di adottare un basenji rescue considera si tratta di un cane che ha già subito almeno un abbandono o un distacco, quindi non adottarlo se non sei sicuro di saperlo gestire e evita di trovarti nella situazione di doverlo riportare indietro perché magari ti rendi conto che sporca in casa, soffre di ansia da separazione oppure è mordace!

Allevamenti di basenji con affisso Enci

In Italia, gli allevatori che si occupa della razza basenji sono in aumento. Se stai cercando un allevamento con affisso Enci, puoi consultare la pagina ad essi dedicata sul sito dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana: https://www.enci.it/allevatori/allevatori-con-affisso?idRazzaFci=043.

Al link indicato, sono al momento presenti 10 allevamenti di basenji, suddivisi per regione.

2 pensieri riguardo “Basenji: quanto costa e perché

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