In questi giorni di emergenza sanitaria, impossibilitati a uscire se non per motivi di assoluta necessità, abbiamo lasciato di rado il nostro basenji a casa da solo. Dopo due mesi di vita insieme, come vivranno la solitudine improvvisa? Come possiamo fare per abituarli o riabituarli a stare da soli?

Abituare un basenji a stare da solo in casa è possibile.

Il basenji è un cane da branco che non ama stare da solo e, soprattutto quando si annoia, può diventare un piccolo terremoto: rosicchia e ribalta tutto quello che gli capita a tiro, sventra divani e cuscini, salta ovunque. Questi comportamenti, oltre a manifestare un disagio psicologico, possono mettere a rischio la sua salute, in quanto il cane potrebbe ferirsi o ingoiare qualcosa di non proprio commestibile.
Non solo per motivi di lavoro, ma anche per imprevisti di vario genere può capitare di dover lasciare il proprio basenji a casa da solo per più di qualche ora. Per questo motivo è molto importante insegnargli a rimanere tranquillo in nostra assenza.

In questi giorni un evento ha sconvolto le nostre e le loro abitudini: l’emergenza sanitaria da coronavirus ha costretto molti di noi a rimanere a casa tutto il giorno per varie settimane. “Sempre io e te, te ed io“, come diceva Sandra Mondaini in Casa Vianello: ottimo, sul momento, per i nostri amici basenji che, seppure non hanno potuto sfogare le loro energie con lunghe passeggiate, corse e giochi all’aperto, fondamentali per il loro benessere, sono stati ricompensati dall’averci avuto ventiquattr’ore al giorno a portata di zampa. Cosa succederà però quando ricominceremo a uscire, a lavorare, ad assentarci anche solo per qualche ora?

Penso ad esempio a te, che hai preso il tuo cucciolo nei giorni immediatamente antecedenti il lockdown e non lo hai ancora abituato alla tua assenza; oppure a te, che hai un cane adulto il quale era abituato a rimanere da solo tutto il giorno mentre tu eri al lavoro, mentre adesso si è assuefatto alla tua presenza costante. Dopo settimane di vita quasi simbiotica, come vivranno l’assenza? Come gestiranno il distacco? Ve lo siete chiesto?
Io sì. Per questo, sia per la mia serenità sia per il benessere della mia basenji Yayoi, lavorerò di nuovo un po’ sulla sua capacità di gestire la solitudine.

Come si abitua un cane, in particolare un basenji, a restare a casa da solo senza che combini disastri o ululi per tutto il tempo? Nei prossimi paragrafi vi illustro il sistema che ho usato sia con Yayoi sia con il mio basenji precedente, ottenendo in entrambi i casi ottimi risultati. Se qualcuno conoscesse altri metodi efficaci, mi farebbe piacere leggerli nei commenti!

1. Un appartamento a prova di basenji

Ancora prima di mettere anche un solo piede fuori casa, vi consiglio di organizzare la vostra abitazione in modo tale da limitare il più possibile incidenti indesiderati in vostra assenza.
I nostri cani africani sono furbi e intelligenti: riescono a scovare oggetti da masticare in posti impensabili; imparano da soli ad aprire cassetti e armadi; saltano sui mobili con l’agilità di un gatto.
Il mio motto è: “Se vuoi prevenire i misfatti di un basenji, devi pensare come un basenji.
Cosa potrebbe attirare l’attenzione di un basenji annoiato? Cosa potrebbe risultare pericoloso per la sua incolumità?

Fumetto “Il cane Arancio
  • le prese della corrente e le spine: coprite tutte le prese e staccate le spine nelle stanze a cui il cane può accedere;
  • detersivi e altri liquidi nocivi: conservateli sottochiave o in armadietti posti molto in alto, o ancora in stanze alle quali il cane non ha libero accesso;
  • lamette, coltelli, specchi e, in generale, qualsiasi oggetto tagliente o appuntito con il quale il cane potrebbe ferirsi: non lasciate oggetti di questo tipo in posti facilmente raggiungibili dal vostro basenji e ricordatevi che sono cani molto agili, in grado di saltare sui mobili con un balzo. Mettete tutto sottochiave o in stanze a cui il cane non può accedere;
  • tovaglie o centrino con sopra oggetti pesanti o che potrebbero rompersi: il cane, in un momento di noia, potrebbe tirare a sé il tessuto, facendosi cadere addosso gli oggetti. Per questo motivo, è meglio non lasciare nulla appoggiato su tovaglie o centrini;
  • piante da appartamento: alcune piante possono essere nocive o addirittura mortali se ingerite da un cane; evitate quindi di lasciare piante di questo tipo a disposizione del basenji quando rimane a casa da solo;
  • armadietti e cassetti facili da aprire: i basenji possono imparare ad aprire le ante degli armadietti e i cassetti, quindi fate attenzione a cosa mettete all’interno di quelli che potrebbe raggiungere con relativa facilità;
  • frigorifero: so di cani che, in assenza dei padroni, hanno svuotato il frigorifero. Attenzione quindi se il vostro basenji ha libero accesso alla cucina!
  • Cestino dei rifiuti e raccolta differenziata: posizionate cestini e sacchetti dei rifiuti in luoghi sicuri;
  • oggetti, soprammobili e mobilio a cui tenete particolarmente: un basenji annoiato può decidere di impegnare il suo tempo sgranocchiando mobili, soprammobili, coperte, cuscini e quant’altro gli capiti sotto il muso. Oltre a mettere in sicurezza oggetti che potrebbero essere pericolosi se masticati o che potrebbero rompersi, ferendo il cane, vi consiglio di non lasciargli libero accesso a quelle stanze in cui si trovano mobili o oggetti d’arredo a cui tenete particolarmente. Se proprio non vi è possibile, potete provare a ricorrere a qualche piccolo stratagemma per inibire la masticazione di alcuni mobili o oggetti. Un metodo potrebbe consistere nello spruzzare sugli oggetto un profumo che il cane non gradisce, oppure potreste provare a spalmarvi sopra dell’aglio o della crema di peperoncino.

2. Come far sì che il basenji non si annoi quando rimane a casa da solo

Adesso che avete messo quanti più oggetti possibili al riparo dalle fauci del vostro quattrozampe, dovete fornirgli qualche oggetto con cui possa intrattenersi e distrarsi.

Il primo che vi consiglio è il Kong: si tratta di un gioco in gomma molto resistente che potete riempire con biscotti per cani, croccantini, pezzetti di carne, creme o quant’altro, facendo attenzione a non eccedere rispetto al fabbisogno alimentare giornaliero. Il cane trascorrerà diversi minuti a giocare con il Kong, lanciandolo, mordendolo e leccandolo nel tentativo di mangiarne il contenuto. Questa attività lo rilasserà, distraendo la sua attenzione dalla vostra assenza.

Molto utili per i cani che amano masticare sono i corni di cervo e di daino. Sono entrambi estremamente resistenti e appetibili, e, a differenza di altri tipi di masticabili, non correte il rischio che il cane stacchi dei pezzi di dimensioni tali da soffocarlo.

Esistono ora in commercio alcuni giochi interattivi studiati appositamente per intrattenere i cani in assenza dei padroni. Alcuni di questi sono controllabili a distanza, tramite delle app da installare sullo smartphone, oppure montano una piccola webcam che permette di osservare il cane mentre gioca. Tra questi vi menziono il Varram, un robottino in policarbonato, controllabile tramite app,
che interagisce con il cane muovendosi per casa e rilasciando dei premietti. Se al vostro basenji
piace giocare con le palline, c’è ad esempio la Wicked Ball, creata dalla start up Cheerble. Questa palla interattiva, intercettando i movimenti del cane, salta e rotola in giro per casa e si spegne da sola quando l’animale è stanco.

3. Come vi consiglio di gestire la durata delle assenze

Quando insegnate al vostro cane basenji a rimanere a casa da solo, agite per gradi: non assentatevi subito per una o più ore, ma prolungate poco alla volta la durata delle vostre uscite.

Che cosa significa?

Iniziate lasciandolo da solo per pochi secondi: uscite, chiudete la porta, aspettate qualche secondo e poi rientrate. Ripetendo più volte questa azione nel corso della giornata, il vostro cane si abituerà a vedervi uscire e capirà che ogni volta ritornate da lui.

Le prime volte rimanete fuori dalla porta per 5/10 secondi. Se in questo brevissimo lasso di tempo il vostro basenji rimane tranquillo, non piange e non ulula, prolungate i tempi di assenza, ma molto lentamente. Quando vi sentite sicuri, provate ad assentarvi per qualche minuto, allontanandovi dalla porta. Se al vostro ritorno vi accorgete che il cane è rimasto tranquillo, potete continuare a prolungare la durata delle vostre sortite; in caso contrario, fate marcia indietro e diminuite il tempo durante il quale il cane rimane solo.

Ricordate che ogni cane è un mondo a sé: alcuni potrebbero abituarsi nel giro di una giornata a rimanere da soli per diverse ore, mentre altri potrebbero richiedere diversi giorni o settimane. L’importante è, laddove possibile, capire e rispettare le esigenze del proprio basenji, evitare di accelerare i tempi e soprattutto essere sempre coerenti.

4. Come vi consiglio di comportarvi prima di uscire e appena rientrati

Viene spontaneo a molti di noi, me compresa, parlare al proprio basenji prima di uscire di casa, magari per salutarlo o per cercare di rassicurarlo. Frasi come “Stai tranquillo”, “Torno subito”, “Non toccare niente”, servono in realtà più a noi che a lui. La cosa migliore da fare sarebbe infatti evitare di parlargli, non considerarlo nei minuti che precedono la nostra uscita, per permettergli di vivere il distacco come un evento del tutto ovvio e naturale.

Lo stesso dicasi del rientro: quando ci vede tornare, il cane, soprattutto se è giovane e non ancora abituato a stare solo, salta, piange, ci lecca. Viene spontaneo ricambiare la sua euforia accarezzandolo e parlandogli, ma in questo modo non facciamo altro che premiare la sua agitazione. Per evitare che si agiti ogni volta che rientriamo, dobbiamo costringerci a non considerarlo fino a quando non si tranquillizza. So bene quanto è difficile non rispondere alla gioia che manifesta il nostro quadrupede quando ci vede, ma per il suo bene proviamo ad aspettare qualche minuti, facendo finta di nulla. Quando il suo eccesso di euforia si sarà placato, potremo finalmente chiamarlo e salutarlo come si deve. Così facendo, il cane imparerà a mantenere la calma ogni volta che rientriamo, vivendo il nostro ritorno e, di conseguenza, la nostra assenza, come una situazione del tutto normale.

5. Controllate a distanza il vostro basenji

Se dopo tutto questo non vi sentite ancora sicuri e volete sapere cosa fa il vostro basenji quando è solo, nessun problema: oggi la tecnologia vi aiuta a gestire e controllare i vostri animali domestici anche a distanza. Esistono in commercio numerose telecamere per cani, dalle più semplici a quelle dotate di funzioni più avanzate, come l’invio di notifiche che vi avvisano sui movimenti del vostro cane, la presenza di microfoni tramite i quali potete fargli sentire la vostra voce o la possibilità di dargli delle crocchette a distanza utilizzando l’applicazione della videocamera.

Conclusioni

Seguendo questi semplici accorgimenti, io sono riuscita ad abituare sia la mia basenji attuale che quello precedente a stare a casa da soli serenamente e senza combinare disastri.

La mia basenji Yayoi dorme serenamente anche quando mi assento per qualche ora.

È comunque importante non abbassare mai la guardia, perché il malestro, con un basenji, è sempre in agguato. Per questo, quando il lockdown terminerà e potrò riprendere a uscire e lavorare anche fuori casa, dedicherò di nuovo il tempo necessario a Yayoi per riabituarla gradualmente alla mia
assenza.

E voi? Mi piacerebbe leggere le vostre esperienze nei commenti.

2 pensieri riguardo “Basenji a casa da solo: come abituarlo o riabituarlo dopo il lockdown?

  1. Buonasera, l’articolo è stato davvero molto interessante. Vorrei però farle una domanda, è preferibile lasciare il basenji (la mia si chiama harley) in un ambiente chiuso ristretto o è invece meglio lasciarle spazi più ampi? Questa domanda nasce dal fatto che anche tra i proprietari di basenji abbiamo sentito pareri discordanti.

    Piace a 1 persona

  2. Ciao Silvia, piacere di conoscerti.
    Non penso esista una risposta univoca alla tua domanda, della quale ti ringrazio.
    Per quanto mi riguarda, ho sempre lasciato libero accesso a tutte le stanze della casa messe in sicurezza, tanto al primo quanto alla attuale basenji, eccetto quando ho vissuto in monolocali – in cui, logicamente, vi era una sola stanza – o in appartamenti in condivisione con persone che non conoscevo. In quel caso, quando ero fuori casa, Biagio rimaneva nella mia stanza.
    So che alcune persone utilizzano il kennel, ma personalmente lo riterrei una tortura se il cane dovesse rimanervi chiuso dentro per molte ore ogni giorno. Può essere una soluzione provvisoria, ma, per quanto mi riguarda, non definitiva.
    Scegliere una stanza in particolare in cui sai che la tua basenji si sente particolarmente a suo agio, renderla “a prova di basenji” e abituarla a stare lì quando è sola, potrebbe essere una valida soluzione, almeno per i primi tempi, soprattutto se la stanza non è troppo piccola, è luminosa e magari le permette di vedere fuori. E se non vi deve trascorrere intere giornate di totale solitudine!
    Ricordati che i basenji sono cani molto attivi, quindi costringerli in spazi ristretti per lunghi periodi potrebbe essere controproducente.

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