Fula Black è una colorazione del basenji che suscita da sempre molte discussioni. Forse ne hai sentito parlare oppure hai letto da qualche parte questa dicitura, senza capire di cosa si trattasse.

In questo articolo proverò a spiegartelo.

Un po’ di storia

Nel 1959, Veronica Tudor-Williams importò in Inghilterra una bellissima femmina fulva figlia di Bobi e Danakide, a cui venne dato il nome di Fula of the Congo.

Nel 1960, questa femmina venne fatta accoppiare con un maschio fulvo, Consolation of the Congo. Differentemente da quanto gli allevatori si aspettassero, date le esperienze precedenti, dall’accoppiamento nacque un soggetto con il pelo nero.

Come ti ho spiegato nell’articolo dedicato al colore dei basenji a livello fenotipico, essendo la colorazione nera data da un gene dominante, se il gene è presente, il cane risulterà sicuramente nero. Per questo motivo, per ottenere cuccioli bianchi e neri è normalmente necessario che almeno uno dei due genitori sia nero. In questo caso però entrambi i genitori erano fulvi!

Questa non è la sola particolarità dei Fula Black. Questo tipo di basenji infatti, pur nascendo nero, può avere del pelo rosso dietro le orecchie e, a mano a mano che passano gli anni, tenderà a diventare focato in alcune zone del corpo.

“She is responsible for the black, tan and white colouring without melon pips” (Veronica Tudor-Williams)

Ecco perché i Fula Black vengono talora descritti come tricolori senza le pastiglie sopra gli occhi (“melon pips“).

Nero recessivo e fula black sono la stessa cosa?

Quando ho iniziato a interessarmi alla genetica del colore del basenji e ho scoperto che l‘allele a del Locus A è responsabile, quando presente in duplice copia, del nero recessivo, ho immaginato che questo corrispondesse al fula black. Purtroppo, avevo preso una cantonata, come altri prima di me!

Il mio errore, piuttosto comune, era nato dal fatto che i neri recessivi, proprio come i Fula black e differentemente dai neri tradizionali, possono nascere da soggetti fenotipicamente non neri. L’importante è che entrambi i genitori siano portatori di un allele a e che entrambi lo passino al figlio.

Qual è quindi la differenza fra Fula Black e nero recessivo?

Il nero recessivo – genotipicamente a/a – nasce totalmente nero e lo rimane per tutta la vita in quanto il doppio allele a blocca totalmente la produzione della feomelanina, responsabile del colore rosso. I Fula Black presentano invece, come già detto, dei peli fulvi, in particolare dietro le orecchie, e tendono, con il passare del tempo, a schiarirsi in varie parti del corpo, assumendo un aspetto tricolore.

Strano, non ti pare?

Il vero Fula black

Qual è dunque il gene responsabile del fula?

In realtà, non è ancora del tutto certo. O meglio: il gene responsabile della colorazione Fula Black del basenji non è stato ad oggi identificato con sicurezza, ma è probabile che tale varietà cromatica derivi dall’azione di particolari geni modificatori o da una variante particolare degli alleli del Locus A. I test del DNA di soggetti Fula Black hanno infatti messo in evidenza il fatto che sono tutti geneticamente at/a, ossia tricolori portatori del nero recessivo.

Il tricolore fula

Quanto hai letto fino a ora ti ha un po’ confuso? Allora preparati a confonderti ancora di più!

Il Fula è presente anche nella versione tricolore, ossia esistono dei basenji tricolori definiti “Fula.

Come si riconoscono dagli altri?

Il fenotipo tricolore Fula è piuttosto facile da riconoscere in quanto il basenji con questa caratteristica cromatica presenta una pasticca fulva sulla guancia, separata dal resto della maschera fulva da una barra nera. In più, il suo pelo tenderà a schiarirsi con il tempo.

Ora fai attenzione: geneticamente, i tricolori fula sono at/a, esattamente come i fula black!

Se possiedi un basenji Fula Black o un Tricolore Fula e lo hai sottoposto a test del DNA per scoprire quali geni determinano la sua colorazione, ti andrebbe di condividere i risultati con noi commentando questo articolo?

Se ti va, inviami delle foto del tuo fula da aggiungere all’articolo! Grazie mille!

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