Il basenji, cane che non abbaia, è una delle razze più antiche ad oggi conosciute. Selezionato a partire da soggetti semiselvatici importati dall’Africa, viene incluso, da FCI e ENCI, fra i cani di tipo Primitivo.

Basenji caratteristiche

Testardo e indipendente, ha un fascino irresistibile: piccolo di statura, dal corpo compatto e le zampe lunghe, se visto in foto sembra molto più grande di quanto non sia. La sua eleganza, accentuata dal lungo collo arcuato e dalla coda ad anello, lo fa somigliare a una gazzella.

Veloce nella corsa e con un forte istinto predatorio naturale, il basenji non è il tipo di cane che può essere lasciato libero in città, nei pressi di strade trafficate o passaggi ferroviari. In quanto primitivo, è estremamente imprevedibile. Nonostante questo, ha bisogno di fare molto movimento e di poter correre in libertà, lontano dai pericoli.

Il suo aspetto può intrigare e invogliare ad acquistarne uno, ma è importante, prima di compiere un passo così impegnativo, valutare tutte le caratteristiche della razza. Il basenji è infatti un cane molto particolare e può essere piuttosto impegnativo, soprattutto per chi non ne ha mai avuto uno.

Basenji: le caratteristiche

Il basenji è un cane dalle dimensioni contenute, agile, solido ma mai pesante. La lunghezza del tronco è all’incirca uguale all’altezza. Il muso è allungato e ben cesellato. La lunghezza che va dall’occipite allo stop dovrebbe essere maggiore rispetto a quella che dallo stop arriva al tartufo.

Il tartufo è preferibilmente nero, ma può anche essere marrone.

Gli occhi, piccoli e a mandorla, hanno iride scura; anche il contorno dell’occhio è scuro e dà l’impressione di essere truccato con un eye liner.

Le orecchie, di tessitura fine e leggermente arrotondate sulla punta, sono portate erette.

La fronte del basenji è solcata da rughe più o meno pronunciate, più evidenti nei cuccioli.

La coda è una delle caratteristiche più affascinanti del basenji: arrotolata a formare uno o due anelli ben serrati, poggia delicatamente di lato. Alcuni soggetti la srotolano quando dormono o durante la corsa.

Il pelo è sottile, cortissimo e setoso al tatto. Mai ispido. Quando vive in appartamento, il basenji non sviluppa di norma sottopelo. Non è però escluso che soggetti che vivono in condizioni climatiche più rigide possano averlo.

Il pelo del basenji non odora come quello di altri cani e risulta per la maggior parte delle persone anallergico.

Attenzione: si sa di essere allergici ai peli dei cani, è importante, prima di acquistarne o adottarne uno, provare a entrare in contatto diretto con qualche soggetto per assicurarsi che non si presentino reazioni allergiche.

Le femmine hanno, di norma, un solo calore all’anno, verso Novembre.

Altezza e peso

L’altezza e il peso del basenji variano in base al sesso. Secondo lo standard Enci:

  • il maschio dovrebbe essere alto 43 cm e pesare 11 kg;
  • la femmina dovrebbe essere alta 40 cm e pesare 9,5 kg.

Colore

I colori ammessi da Enci e FCI sono:

  • fulvo
  • nero
  • tigrato
  • nero con focature fulve

Tutti i soggetti devono obbligatoriamente presentare zone bianche su:

  • piedi
  • punta della coda
  • torace

Il bianco può essere presente anche su:

  • collo
  • muso
  • fronte
  • zampe

Secondo lo standard, la percentuale di bianco dovrebbe essere sempre inferiore a quella del colore.

Talvolta, soprattutto in rete, si vedono soggetti con colorazioni particolari: blu, marrone, crema.

Questi colori, definiti “diluiti”, non sono riconosciuti dallo standard in quanto i geni che li regolano possono essere causa di alcune malattie.

Per approfondire l’argomento:

Quanto vive un basenji?

Il basenji è un cane robusto e longevo la cui vita media è di 15 anni.

Il carattere del basenji

Il basenji è un cane determinato, indipendente, testardo, ma anche intelligente e molto furbo.

Diffidente verso gli sconosciuti, soprattutto in età adulta, questo piccolo cane obbedisce solo se lo ritiene conveniente.

Naturalmente ogni soggetto possiede una propria personalità, quindi vi saranno soggetti più addestrabili, obbedienti, attenti, docili e con un predatorio più contenuto, e altri più testardi, indipendenti, dotati di un basso livello di attenzione e un forte predatorio, e persino più aggressivi. Tra i due estremi, si potranno trovare infinite sfumature di carattere, temperamento, indole.

Nonostante questo, è importante ricordare che il basenji nasce come cane semiselvatico, usato prevalentemente per la caccia da alcune tribù africane del Congo. Semiselvatico e primitivo: sembra infatti che esistesse già ai tempi dei Faraoni e, secondo studi recenti, è stato uno dei primi cani che si è affiancato all’uomo.

Non si tratta quindi di un cane da pastore, attento e felice di rispondere a qualsiasi richiesta del padrone, né di un simpatico cane da salotto.

Bello e simpaticissimo, è un cane fiero, che dev’essere conquistato con gentilezza e fermezza. Si dice che il basenji non riconosca un vero e proprio padrone, ma che per lui, l’umano è un amico, un pari, con il quale collaborare.

Il basenji dunque potrà essere addestrato e potrà obbedire anche ai comandi, ma lo farà solo a certe condizioni:

  • se ha instaurato un vero rapporto di fiducia e rispetto con il suo umano
  • se non c’è niente di più interessante da fare
  • se quello che gli è stato chiesto di fare ha per lui un senso e uno scopo, meglio se gratificante.

Il cane che non abbaia

Il basenji è l’unica razza riconosciuta da FCI e ENCI incapace di abbaiare. Esistono due teorie, avvalorate da ricerche, circa questa particolare caratteristica. Secondo la prima, è in grado di abbaiare, ma predilige differenti tipi di comunicazione. Secondo la seconda, non potrebbe abbaiare a causa della conformazione della laringe, diversa da quella degli altri cani. In questo articolo ho approfondito l’argomento.

Il fatto che non abbai non significa, come alcuni pensano, che sia muto. Emette infatti una vasta gamma di suoni, compresi singoli e secchi abbai, emessi soprattutto dai cuccioli. Tra gli altri versi che emette vi sono ululati, latrati e altri – i tipici Baruuu – molto caratteristici. Per farvi un’idea, potete guardare qualche video su Youtube.

Il basenji può vivere in appartamento?

Sì, il basenji può vivere in appartamento, ma questo non lo rende un cane da salotto.

Si tratta infatti di un cane attivo e vivace che necessita di molto movimento. Se non gli si permette di sfogare a dovere le energie, può infatti diventare distruttivo.

Chi pensasse di prendere un basenji perché, non abbaiando, non darebbe fastidio ai vicini, ci pensi due volte: è vero che non abbaia, ma può emettere versi assai più fastidiosi!

Quanto movimento deve fare?

Lunghe passeggiate, anche di vari chilometri, ogni giorno, e corse libere in zone sicure – aree cani e parchi per cani, in città; prati o boschi lontani da strade, autostrade e ferrovie, in zone suburbane – sono fondamentali per la salute psicofisica del basenji.

Naturalmente, prima di lasciare il cane libero, è importante assicurarsi di eventuali divieti presenti e, in spazi aperti, essere certi che torni al richiamo, non insegua selvaggina e non sia aggressivo verso i suoi simili o le persone.

Allevamenti di basenji in Italia

Se fino a pochi anni fa era quasi del tutto sconosciuto in Italia, oggi il basenji inizia a farsi conoscere anche nel nostro Paese.

Le cucciolate, di privati e allevatori, sono sempre più numerose. Essendo un cane che entra in calore una sola volta all’anno in un preciso periodo – anche se esistono delle eccezioni -, la maggior parte dei cuccioli nasce tra inizio Dicembre e fine Gennaio.

Chi pensa di acquistarne uno, dovrebbe rivolgersi per tempo a un buon allevatore, non solo per prenotare un cucciolo, ma anche per conoscere meglio la razza e capire se fa davvero al caso suo.

Gli allevamenti con affisso Enci presenti in Italia, consultabili sul sito dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, sono al momento 12:

  • Pulcinella: l’affisso storico dell’allevatrice e giudice Enci Ceccarelli Maria, che aveva sospeso l’allevamento di basenji, è tornato a dedicarsi a questa razza. Oltre al basenji, l’allevamento Pulcinella alleva anche il Volpino Italiano. Si trova a Napoli.
  • Delle Caserosse: notissimo allevamento di Pistoia dell’allevatrice Luisa Ghetti, autrice della prima monografia in lingua italiana sulla razza: “Archivio basenji” e appassionata selezionatrice della varietà tricolore. L’allevamento, attivo dal 1997, ha ottenuto l’affisso nel 2007.
  • Anubi’s Enigma: un altro allevamento attivo da molti anni e gestito da Davide Tiberini. È stato grazie a questo affisso che l’Italia ha avuto il suo primo soggetto bianco e nero, Fallohide de Rengbearer aka Nilo, e il primo tigrato, Buddha Experience. L’allevamento si trova in Veneto.
  • Wild Things Hakuna Matata: allevamento di Maurizio Ferrini, situato a Latina.
  • Le orme della Fenice: a Brescia.
  • Del Maunik: situato a Messina.
  • Momba Tonga: a Pesaro Urbino, nelle Marche.
  • Dangdongpei: a Forlì-Cesena, in Emilia Romagna.
  • Lady ML: a Modena.
  • Del Piccolo Tempo: a Lodi.
  • Gio.Do.Gio: a Cremona.
  • Of the Golden Cerberus: sempre a Cremona.

Quanto costa un cucciolo di basenji?

Un cucciolo di basenji, se acquistato da un allevatore serio, può costare dagli 800 fino ai 2000€.

In questo articolo ho spiegato i motivi per cui cuccioli di razza ben selezionati costano tanto.

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