Il primo calore di Yayoi

Prima di prendere Yayoi, non avevo mai avuto cani di sesso femminile, dunque non sapevo cosa aspettarmi non solo dal calore di una femmina di basenji, bensì dal calore delle femmine in generale.

In questo articolo racconterò questa mia, o meglio nostra – mia e di Yayoi – prima esperienza.

Basenji femmina primo piano
Vi presento Yayoi, nove mesi e mezzo, in calore.

Le femmine di basenji vanno in calore una sola volta all’anno, seppure esistano delle eccezioni. Questo unico calore avviene nella maggior parte dei casi nei mesi autunnali; Yayoi non ha fatto eccezione: è entrata in calore a fine ottobre, all’età di 8 mesi e tre settimane, giorno più, giorno meno.

Prepararsi al calore e cosa mi aspettavo

Per prepararmi al “grande evento” avevo letto, straletto e riletto libri e articoli sull’argomento, chiedendo a tutti i proprietari di cani femmina che mi capitava di incontrare com’era stato il primo calore, quando era avvenuto e se c’erano state complicazioni.

Circa un mese prima che iniziasse, il veterinario che segue Yayoi aveva notato che era quasi pronta per il calore, che probabilmente sarebbe iniziato verso fine mese. Non ho idea di come lo abbia capito, ma dopo tutto il veterinario è lui!

Fra quanto letto e quanto sentito dire, mi aspettavo una sorta di Armageddon: sangue sparso per tutta la casa, torme di cani maschi appostato dietro la porta di casa e negli angoli più nascosti, pronti a zompare addosso alla povera pulzella ingenua e indifesa. Pensavo che saremmo state inseguite da torme di cani vogliosi e che avremmo dovuto trascorrere i – numerosi – giorni del calore fuggendo e nasconderci. Mi ero anche immaginata Yayoi, solitamente buona e giocosa, diventare improvvisamente isterica e aggressiva.

Forse mi ero mentalmente creata una visione troppo catastrofica della situazione che stavo per affrontare, ma vi assicuro che molte delle persone con le quali avevo parlato di questo argomento, mi avevano palesato un quadro non dissimile da questo. Molte, non tutte, fate attenzione. Io però sono quel tipo di persona geneticamente predisposta al pessimismo che dà più fiducia alle dicerie negative che non a quelle positive.

Ero pronta a tutto, comunque, e anche un po’ in preda al panico, ma il fatidico giorno, malgrado me, era vicino.
Mentre fino a pochi giorni prima i maschi snobbavano la povera Yayoi, quando non arrivavano addirittura a ringhiare per farla smammare, ad un tratto iniziarono ad annusare le sue parti intime con un inaspettato interesse.

Inizia il calore!

Così, al ritorno da una passeggiata durante la quale un maschio non solo l’aveva ben bene annusata, ma non voleva nemmeno più allontanarsi da lei, mi accorsi di una goccina di sangue nella sua cuccia. Controllandola, vidi che la vulva iniziava a essere un po’ più gonfia del solito, e capii. “Respira forte, atteggiamento zen, concentrati: che l’avventura abbia inizio!”

Basenji femmina
Evviva, è iniziato il primo calore!

Telefonai e scrissi a tutti, naturalmente. Ero emozionata, neanche fosse stata una ragazzina al suo primo ciclo mestruale!

So che tante persone fanno indossare alle loro femmine in calore le mutandine, per evitare che
sporchino ovunque. Mi ponei dunque il quesito: dovevo acquistarle? No, mi dissi, prima vediamo come va. Molte femmine, di basenji, ma anche di altre razze, non sopportando di avere indosso le mutandine, le strappano e le disintegrano in un nanosecondo. Quindi decisi di aspettare e di procurarmele solo qualora il flusso ematico avesse iniziato a scorrere a fiumi.

Le perdite della mia basenji sono durate circa tre settimane, ma non sono state mai particolarmente abbondanti, forse perché era il suo primo calore. Solo gli ultimi giorni si erano lievemente intensificate, ma niente di incontrollabile.

Qui occorre fare una precisazione: non tutti valutiamo le cose con lo stesso metro.

Quelle che per me erano perdite lievissime e praticamente inesistenti, che definivo “Solo qualche goccia, niente di che. Una lavata e via”, per un’altra persona risultarono essere “Ha sporcato dappertutto, bisogna lavare e disinfettare immediatamente altrimenti le macchie non si tolgono più. Tra l’altro non è igienico”.

Perché dico questo? Perché è importante avere ben chiaro in mente che ognuno di noi ha un diverso livello di sopportazione, quindi quello che a una persona non dà alcun fastidio, può invece essere un serio problema per un’altra.

Dunque, il calore era iniziato. Come si comportavano i maschi? E come ci comportavamo io e Yayoi?

Innanzitutto, decidemmo non proprio di comune accordo di evitare il parco e, naturalmente, le aree cani, ossia le zone nelle quali era più probabile incontrare maschi liberi.

Quando incrociavamo cani al guinzaglio, chiedevo al proprietario dell’altro cane se il suo era un maschio e, nel caso, lo avvisavo del calore, in modo tale che potesse scegliere come comportarsi. Alcuni proprietari di cani maschi interi li facevano avvicinare comunque, naturalmente tenendoli al guinzaglio e con la dovuta attenzione, mentre altri preferivano passare distanti. Vari maschi erano castrati, ma comunque molto interessati all’odore che sentivano.

Quando vedevo cani liberi, o passavo alla larga, se erano sufficientemente distanti e se non avevo la certezza che fossero femmine, oppure, se erano vicini, avvisavo il proprietario che Yayoi era in calore.

Tenete presente che nel corso del proestro, ossia questa prima fase durante la quale la femmina ha delle perdite di sangue che posso essere più o meno abbondanti, la femmina non accetta ancora il maschio e non acconsente a farsi annusare i genitali, quindi non dovrebbe sussistere il pericolo di un accoppiamento indesiderato.

Vi racconto un episodio occorsoci. Un giorno, durante il proestro, mi capitò di assistere a questa scena: due signori correvano dietro al proprio cane – maschio – proprio in mezzo a una strada, in piena curva, tra l’altro. Per fortuna in un momento in cui non transitavano automobili. Immagino che a uno dei due fosse sfuggito di mano il guinzaglio, in quanto era ancora attaccato al collare del cane
Cosa feci? Posizionai Yayoi in pole position e fischiando attirai l’attenzione del cane verso di lei. Lui corse subito verso di lei, molto interessato, per annusarla, dandomi modo di prendere in mano il guinzaglio e restituirlo incolume ai proprietari, ancora terrorizzati. Forse l’altro cane si sarebbe avvicinato comunque a Yayoi, anche se non fosse stata in calore, ma mi piace pensare che l’odore abbia attirato il maschio più in fretta e mi abbia permesso di recuperarlo senza problemi.

Con le femmine, com’è andata durante il proestro?

Premesso che Yayoi ha solo nove mesi, è ancora una cucciolona, quindi da parte sua, al momento, non sussiste ancora in lei l’istinto a litigare con le altre femmine, anche durante il calore, con le femmine, soprattutto cucciole o cucciolone come lei, giocava come sempre. Alcune femmine più mature le ringhiavano o abbaiavano, quindi le evitava. Nessun problema serio neanche sotto questo punto di vista, durante questo primo calore.

Terminano le perdite

Un bel giorno, mi accorsi che Yayoi faceva, durante la passeggiata, un numero maggiore di pipì rispetto al solito e annusava con maggiore interesse l’urina dei maschi. Le perdite si erano schiarite: da rosso intenso erano diventate rosate. Era iniziato l’estro!

L’estro è quella fase del calore del cane femmina durante il quale è recettiva all’accoppiamento e accetta il maschio.

Da brava proprietaria di cani maschi quale ero stata in passato, avevo sempre pensato che fossero solo i maschi a sentire l’odore delle femmine, a seguirle, a fare appostamenti, a soffrire le “pene dell’amore” diciamo. Invece Yayoi mi ha aperto un universo nuovo e sconosciuto! Ho scoperto che anche le femmine, durante l’estro, cercano e inseguono i maschi. Urinano più di frequente per lasciare dei “messaggi” – i loro sms! – , camminano di più perché attratte dagli odori. Non so dire se tutte le femmine durante l’estro si comportino così, ma Yayoi lo ha fatto! Anzi, lo sta facendo. Mentre scrivo, siamo verso la fine dell’estro, quindi non siamo ancora, per dire così, “fuori pericolo”!

In questi giorni l’innocente pulzella si dà da fare per infastidire e attirare i maschietti che le piacciono – non tutti, si capisce!

Si impunta, li insegue. Fa persino lunghe passeggiate sotto la pioggia per trovare il maschio “dei
suoi sogni”.

Basenji femmina con cappottino sotto la pioggia
Le intemperie non fermano Yayoi: si va a “caccia di maschi” anche sotto la pioggia!

Continua a non essere né aggressiva né agitata né isterica. Ha solo, appunto, voglia di camminare di più e seguire tracce odorose, come un maschio. Non ha perso l’appetito, cosa che ad alcune succede. Ogni tanto piagnucola perché vuole uscire.

Fino a oggi non abbiamo ancora trovano maschi appostati dietro la porta o in angoli bui, pronti a saltarle addosso. Potrebbe ancora capitare, in quanto questa nostra prima esperienza non è ancora terminata, ma penso – e temo! – che Yayoi ne sarebbe ben felice. È lei che, in questi giorni, quasi “salta addosso” ai maschi per attirarne l’attenzione!

In tutto questo lasso di tempo non abbiamo subito inseguimenti da parte di maschi assatanati. Siamo state seguite solo una volta sa un Golden Retriver, per pochi passi. È stato sufficiente dire al proprietario che Yayoi era in calore, perché lo riprendesse e lo portasse via.

Conclusioni

Probabilmente chi vive in zone con una più altra concentrazione di maschi girovaghi e vagabondi qualche inseguimento e qualche appostamento lo subisce, ma immagino che il tempo per evitare un accoppiamento lo si abbia, se si presta attenzione. Non riesco a immaginare un maschio che, arrivando al galoppo alle terga della donzella – vogliosa, se in fase di estro -, le salti addosso e le s’incastri al volo come una chiave nella serratura.

Immagino che ci siano prima le annusate, i giochi e poi, eventualmente, l’accoppiamento. Quindi, forse, ma potrei sbagliarmi, con la giusta attenzione e un po’ di spirito d’iniziativa, si può evitare una monta non voluta. Non voluta da noi umani, sia chiaro, non dai due cani!

Questo per dire: prestare attenzione sempre, ma senza diventare paranoici.

In questo mese Yayoi ha continuato a giocare, naturalmente tenuta al guinzaglio, e a socializzare con gli altri cani, sia femmine che, quando possibile, maschi.

Avendo appena nove mesi penso che sarebbe stato dannoso per il suo carattere trattenerla più del necessario e impedirle, per una paura immotivata e tutta umana, di socializzare con i suoi simili.

Spesso incontro altri proprietari che quando mi sentono dire che Yayoi è in calore mi dicono cose tipo “Ah, ci sono passato anch’io. È stato davvero stressante. Meno male che è finito”, se hanno delle femmine, oppure ” Eh, immagino quanto sia stressante” se hanno dei maschi. A me viene da sorridere. Forse sono stata fortunata con questo primo calore, forse il mio livello di sopportazione è molto elevato. Magari avere avuto per quattordici anni un maschio di basenji che 365 giorni all’anno inseguiva le femmine in calore, piangeva per uscire di casa e andare a cercarle, si piantava come un mulo e diventava inamovibile quando ne sentiva l’odore… forse tutto questo mi a temprata a tal punto da farmi sembrare piacevole l’esperienza del primo calore di Yayoi.

6 pensieri riguardo “Basenji: femmine in calore

  1. Ottimo racconto.
    Il primo calore è diverso, sono le femmine basenji che cercano i maschi, sempre.
    L’eventuale prepotenza nel carattere può sopraggiungere fine del periodo fertile o prima e dopo il secondo calore sopratutto nelle dinamiche di gruppo con più femmine intere.
    Ma come sempre, ogni volta e ogni basenji… È diverso.

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  2. Ciao mi sono rispecchiata quasi in ogni parola e fatti che raccontavi nel senso che anche Karma quasi come la sorellina anche nel suo secondo colore … è rimasta socievole se le altre lo erano ecc
    Dico quasi perché a lei il primo calore è stato più abbondante il secondo invece come lo descrivi te ciao baci 💋
    I

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  3. Bella la descrizione del primo calore. E’ sicuramente un momento delicato per la basenjina, forse prova anche un po’ di sofferenza perché istintivamente vorrebbe riprodursi. Avevo due femminucce , mamma e figlia e c’era un simpatico Pincher tricolor abbastanza casanova….ihihih!! che puntualmente raspava sulla porta di ferro (per fortuna), dell’entrata di casa, per fare la serenata a modo suo, alla mia basenji più giovane, Ròsin, quando entrava in estro. Ricordo che una volta Casper (il nome del Pincher) si buttò giù da un muretto di sassi alto 2 metri per potersi avvicinare a lei, che era in un recinto, sotto detto muretto. Il risultato fu che cadendo si prese una storta a una zampina e in più Trilly per difendere la sua piccola gli diede anche una morsicata. Povero Casper! Lo portai a casa della sua padrona (mia vicina) spiegandogli l’accaduto ma per fortuna stava bene a parte una leggere zoppia. In seguito dopo qualche mese lo vidi in un bosco sempre qui vicino a casa in fuga d’amore con una femmina di Pastore Tedesco, probabilmente in estro. Non nacquero però cuccioli! Era un simpatico casanova!
    Ho imparato tanto dai cani e soprattutto con i basenji. Ognuno di loro mi ha dato e insegnato qualcosa. Ho cercato si capirli, di sentirmi anch’io cane per rendermi meglio conto cosa vuol dire entrare in questo mondo..
    L’odorato per esempio. Io non percepisco i segnali odorosi dentro i boschi, ma loro si! e un po’ li invidio.
    Adesso ho due maschietti padre e figlio, Pluto e Baloo di cui sono entusiasta.

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    1. Che meraviglia! Grazie per il tuo racconto.
      La mia sensazione è che più che “soffrire” perché vorrebbero accoppiarsi, provano delle sensazioni e degli stimoli intensi. Chissà, forse un po’ piacere e un po’ dolore come capita all’essere umano quando si sente attratto da qualcuno.

      Prima due femmine e poi due maschi: non hai mai avuto difficoltà a farli convivere insieme?

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  4. Credo che sia come dici tu Eva! Un insieme di sensazioni ed emozioni che in quei magici giorni dell’estro trasformano un po’ la nostra amata basenji. Certo quando arrivava il fatidico momento qui da me era il caos totale…. perché avevo due maschi, Fly e Pluto e le due femmine, Trilly e Ròsin. I due maschietti all’inizio del periodo preestro, cioè un mese prima del calore vero e proprio, pur andando d’accordo, facevano dei gran concerti di ululati… contemporaneamente! Sembravano delle sirene! Uhhhhhhhhhh! Meno male che abitando in campagna e distante da altre case non davano fastidio a nessuno. Poi riuscivo a tenerli abbastanza tranquilli fino alla prima settimana dall’inizio delle perdite ematiche. Infine dovevo portare Fly e Pluto in una pensione per cani molto bella per 15 gg circa dove stavano bene ed erano insieme. Purtroppo essendo imparentati tra loro non potevo rischiare una gravidanza. Nel frattempo Trilly e Ròsin trascorrevano le due settimane in pace. Ogni tanto arrivava Casper a ravvivare la scena un po’ monotona! Al rientro, i due maschietti, si rendevano conto quasi immediatamente, tramite l’olfatto, che le femminucce erano uscite dal periodo fertile. Per cui tornava a regnare la calma sovrana.
    Io e i miei basenji eravamo un gruppo compatto. Ho sempre cercato di trovare dei punti di equilibrio. Ognuno aveva un suo posto in casa in modo che non dovevano litigare per questo. Poi ho reso festoso il momento della pappa e poi tanti bei giretti che sono un vero toccasana per loro e anche per me. Un altra cosa che piace a loro (ma penso a tutti i cani) è il gioco, che unisce molto noi a loro. Pian piano esce anche la loro personalità. Certo ogni tanto qualche scaramuccia capitava ma rientrava nella normalità.
    Mi è rimasto Pluto che 4 anni fa è diventato papà di 7 cuccioli di cui ho preso un cucciolo (la mamma Musa è una bella basenji tricolor che vive sul lago Maggiore), che ho chiamato Baloo e mi da tanto in termini di affetto e ama giocare con tutti, anche con il gatto!

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