Novembre si avvicina e, con lui, anche il calore delle nostre femmine di basenji. (a)

Già ti vedo, seduto lì, con aria sognante, a scorrere la pagina di qualche gruppo facebook dedicato alla razza in cerca di un pretendente, mentre immagini la tua basenjina circondata dai suoi paffuti cuccioletti.

Far riprodurre il proprio cane non è un gioco e non dev’essere fatto con leggerezza.

Con questo articolo, scritto, lo ammetto, più di stomaco che di cervello, non voglio dissuaderti dal far riprodurre la tua basenji, ma desidero riflettere insieme a te su alcuni aspetti che sarebbe importante considerare prima di prendere una decisione così importante.

Premessa

Ti starai chiedendo perché ho deciso di dedicare questo articolo solo ai proprietari di femmine, non è vero?

Il motivo è semplice: proprio come avviene nella società umana, il soggetto su cui ricade la più grande responsabilità della prole è la femmina. È lei che dovrà sostenere la gravidanza, allattare i cuccioli, occuparsene e infine vederli andare via. Sono dunque i proprietari delle femmine quelli che avranno maggiori responsabilità e pensieri. I primi cinque punti e, in parte, il decimo, si adattano però anche a te che sei proprietario di un maschio di basenji. Quindi, se ti va, prosegui anche tu nella lettura. Potresti trovare interessanti motivazione per scegliere di NON far riprodurre il tuo basenji.

1. Quando l’offerta supera la domanda

La razza basenji è ancora poco conosciuta in Italia. Seppure il numero di estimatori e appassionati sia aumentato rispetto a una quindicina di anni fa, quando presi il mio primo basenji, non ha per fortuna ancora raggiunto la “popolarità” del Cavalier King Charles, del Barbone, del Labrador o del Border Collie, solo per fare qualche esempio.

Come di sicuro hai sperimentato sulla tua pelle, il basenji è un cane particolare, non adatto a tutti.

Per questi motivi, nel caso in cui nascessero troppi cuccioli, alcuni di questi potrebbero non trovare sistemazioni adatte alle loro esigenze. Cosa faresti se non trovassi una sistemazione per i tuoi cani? Saresti in grado di tenerli con te, magari per tutta la vita, occupandotene adeguatamente?

2. Qualità o quantità?

L’esperienza del consumismo ce lo insegna ogni giorno: quantità e qualità spesso non vanno d’accordo.

Dando un’occhiata sul sito Enci ai dati relativi ai soggetti iscritti negli ultimi anni, ti accorgerai di quanto sia cresciuto il numero di basenji nel nostro Paese: se nel 2010 erano stati registrati 46 cuccioli e nel 2012 appena 32, il 2018 aveva visto un’impennata delle nascite, con ben 107 nuovi soggetti registrati. Sul sito Enci non sono al momento presenti i dati relativi al 2019.

Immagine presa dal sito Enci.it che mostra l’andamento delle registrazioni di basenji tra il 2010 e il 2018.

Se questo dovrebbe portare, da un lato, all’aumento della variabilità genetica dei soggetti, anche grazie all’importazione in Italia di ottimi soggetti provenienti da altri paesi e differenti linee di sangue, di contro può condurre a una selezione meno attenta e a nascite fatte tanto per fare numero e, ahimè, qualche volta, anche solo per soldi.

Il rischio che si corre percorrendo questa strada ce l’hai davanti agli occhi: osserva le razze più in del momento e troverai soggetti provenienti da allevamenti di dubbia professionalità, sovente non in standard, che poco o nulla hanno a che fare con la razza originaria. Pensa ad esempio alla selezione dei cani “toy” oppure al famigerato Bouledogue  Français blu, entrambi creati per l’appunto unicamenteper “fare soldi”, allevati perché “piacciono”, a discapito della salute dei soggetti e del mantenimento della qualità delle razze soggette a questo tipo di selezioni di serie D.

3. Sani è bello, testati è meglio

I cani che vengono fatti accoppiare, inutile dirlo, devono essere sani. Questo però non è abbastanza! Per scongiurare il più possibile patologie ereditarie tipiche della razza, non sono sufficienti le normali visite veterinarie e i richiami annuali dei vaccini. Non basta sapere che il tuo cane “sta bene” ed “è in salute”, ma è importante andare più a fondo e vedere quello che è invisibile agli occhi e, in questo caso, anche al cuore.

Non far accoppiare il tuo cane se non sei intenzionato a sottoporlo a quei test genetici e a quelle analisi in grado di evidenziare malattie ereditarie non manifeste.

Se hai testato il tuo cane ed è risultato portatore o malato, hai due possibilità: o eviti di farlo riprodurre o cerchi con attenzione il soggetto con cui farlo accoppiare, assicurandoti che sia sano per quelle specifiche malattie.

4. Ogni scarrafone è bello a mamma soja

Yayoi, la mia basenji

Eh già! Proprio come dice una famosa canzone di Pino Daniele: ogni cane è bello per il proprio padrone! Sono certa che, proprio come me, consideri la tua basenji – o il tuo basenji – come la più bella di tutte: non ne esiste una migliore al mondo. Non sei molto oggettivo, non ti pare? Ora dimmi: possiedi le giuste competenze per giudicare la “qualità” di un soggetto? La cosa migliore che potresti fare sarebbe portare il tuo cane a qualche esposizione di bellezza, per capire, grazie a un parere che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe essere oggettivo, disinteressato e competente, se e quanto sia in standard.

Nel caso in cui lo avessi fatto e avessi ottenuto risultati scarsi, beh! forse dovresti pensarci su due volte prima di far accoppiare il tuo cane. È vero: un cane bello non è necessariamente un buon riproduttore, ma partendo dal presupposto che tu non sia un allevatore – altrimenti staresti leggendo un articolo non destinato a te – e non possieda le competenze in grado di farti capire se un soggetto fuori standard potrebbe essere comunque un buon riproduttore, forse dovresti attenerti ai giudizi ricevuti e goderti il tuo basenji per ciò che è: un bel cane di famiglia non destinato alla riproduzione.

5. Pedigree, questo sconosciuto

Altro punto sul quale è importante riflettere nel momento in cui decidi di far accoppiare il tuo cane di razza: il pedigree. Partendo dal presupposto che il tuo basenji sia dotato di pedigree, in quanto, se non lo avesse, non potrebbe essere definito “cane di razza basenji”, saresti in grado di interpretare le varie linee di sangue? Avresti voglia di dedicarti alla ricerca di un soggetto idoneo da far accoppiare con la tua, magari scandagliando tutti i pedigree dei soggetti disponibili?

6. La gravidanza può essere pericolosa

Eccomi arrivata al primo punto dedicato esclusivamente ai proprietari di femmine. Come per le donne, anche per le basenji la gravidanza può essere problematica. Non ci si pensa, in quanto la si considera un fatto naturale, ma non sempre le cose vanno come si pensa – e spera – che debbano andare.

I pericoli della gravidanza sono più numerosi di quanto tu possa immaginare. Per questo, prima di pensare a quanto sarebbe bello avere fra i piedi dei cuccioletti, pensa al benessere della tua cagna e parla con il tuo veterinario di fiducia per conoscere tutti i rischi a cui potrebbe andare incontro.

7. Il parto non è sempre facile

Facciamo un passo avanti: hai fatto accoppiare la tua basenji e la gravidanza è arrivata al termine. E ora? È arrivato il momento del parto, ma… cosa succede? Come mai la cagnetta perde sangue, ma non esce nulla? Ecco la corsa nel cuore della notte dal veterinario, le ore di ansia e l’attesa.

Il parto è una cosa naturale, certo, e il più delle volte la cagna riesce a fare tutto da sola, senza bisogno di interventi esterni, ma gli incidenti di percorso capitano e potrebbe capitare proprio alla tua amata quattrozampe. Sei pronto a questo? Sei pronto a rischiare di perderla o di vederla soffrire?

8. Le prime settimane dei cuccioli: ma quanto è impegnativo?

Il parto è andato bene, ma adesso? Sai come gestire le prime settimane di vita dei cuccioli? Ti sei informato? Hai preparato un luogo idoneo e caldo? E se la cagna decidesse di partorire in un posto differente da quello da te scelto, cosa faresti?

I cuccioli appena nati vanno tenuti al caldo e controllati. Nel malaugurato caso in cui la tua cagna dovesse avere problemi, potresti trovarti a doverli allattare, accudire, aiutarli a espellere feci e urina. Sai come fare? Saresti pronto a imparare e a impegnarti 24h/24 per intere settimane?

9. Teneri cuccioli o figli di satana?

I piccoli sono nati, sani e belli, e la madre li ha accuditi fino a questo momento, ma adesso arriva la fase dello svezzamento e… della curiosità! Eccoli che iniziano a zampettare per tutta la casa, a mordicchiare scarpe, pantofole, sedie e tutto quello che gli capita a tiro. I cuccioli sono esigenti, hanno bisogno di scoprire cose sempre nuove, di venire abituati fin dall’inizio a rumori, persone, situazioni. Hai tempo e voglia sufficienti per stare dietro a questo branco di piccoli “figli di satana”?

10. Scegliere le migliori famiglie

Arriva poi il momento della ricerca di famiglie adatte a prendere con sé i tuoi cuccioli. Sai già come muoverti? Hai ricevuto richieste, conosci persone che vorrebbero acquistare un basenji oppure non ti sei ancora mosso e adesso non sai da dove iniziare a cercare qualcuno che possa prendersi adeguatamente cura dei tuoi cani?

Conclusione

La decisione, in apparenza facile e felice, di far accoppiare il tuo cane e mettere al mondo nuovi cuccioli di basenji, comporta tutto questo:

  • responsabilità;
  • impegno emotivo, temporale ed economico;
  • rischi per la tua femmina.

Prima di prendere una decisione così importante, rifletti bene su questi dieci punti e domandati: perché voglio far accoppiare la mia basenji? Sono certo di poter garantire un ottimo futuro ai cuccioli che nasceranno? La mia decisione avrà delle ripercussioni sul futuro della razza? E soprattutto:

Sto pensando al bene della mia basenji, dei cuccioli che nasceranno e della razza, oppure lo faccio unicamente per soddisfare un mio desiderio?

Note:

a. Normalmente le femmine di basenji entrano in calore una sola volta all’anno, in autunno, anche se le eccezioni non mancano. Alcune femmine possono avere due calori annui, presentandone ad esempio uno autunnale e uno primaverile o estiv. Qualcuna potrebbe invece avere un solo calore, ma in un periodo differente. Nella maggior parte dei casi però il calore inizia tra fine ottobre e inizio novembre.

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